Astrati in trasferta – parte seconda


Scatti ripetuti di flash e sullo schermo compare la sigla IAMA, ovvero  “International Additive Manufacturing Award”: Il vincitore è Concept Laser per il suo sistema di monitoraggio Meltpool.

In due parole è un Monitoraggio continuo del processo produttivo di parti in metallo. I vantaggi sono il riconoscimento di deviazioni locali del processo e una possibile comparazione diretta con la geometria 3D.


Io non ho ben capito dove si situa questa staffa all’interno di un airbus, ma la sua forma è bellissima. Ha un che di biologico… sono riuscita anche a farmene regalare una in scala (stampato in plastica) allo stend di LZN – Laser Zentrum Nord, altra protagonista delle due giornate di Düssendorf e partner di Concept Laser per la creazione della staffa.

Il Prof. Emmelmanair (di LZN) così sintetizza:  “Con questa tecnologia si può volare!”  E

Per poter creare queste forme complesse e performanti si utilizza l’ottimizzazione delle forme ovvero, dopo una simulazione ad elementi finiti, si toglie materiale là dove non è necessario, si viene così a creare una “struttura ad ossa di uccello”.

Concept Laser è una azienda veterana nella Fabbricazione Additiva del metallo, è nata ben 15 anni fa da Kerstin e Frank Herzog, marito e moglie. E questo mi solleva, sopratutto del fatto che Kerstin e Frank sembrano ancora felicemente sposati dopo aver costituito una società.


Nuova pausa caffè: pasteggiamo con dolcetti al cioccolato mentre le signorine dellaKeyence , in vestito bianco con inserti neri e rossi, mostrano i giocattolini stampati con la Agilista, la nuova macchina a MJP (Multi Jet Printing, la Objet della Stratasys per intenderci). Le belle signorine bianco vestite non riescono a rispondere alle nostre domande (quanto è grande il piano di lavoro? a che velocità va la macchina?), sorridono. Mi viene il sospetto che se una casa produttrice di sensori, la Keyence, si mette a produrre stampanti 3d MJP forse sono scaduti i brevetti e la corsa per l’innovazione si fa ancora più vorticosa; l’Agislista stampa solo in color trasparente ma ha il supporto che si rimuove molto facilmente.

Nella sala M il general manager di Siemens, Ulli Klenk assieme al professor dottor ingegner Emmelmann (LZN) e al Dr Eric Klemp (Paderborn University) iniziano a darei numeri.

Il professor dottor ingegner Emmelmann sostiene che il picco della stampa 3d avverrà nel 2020- 2025, più 2025 che 2020, e il general manager di Siemens anticipa al 2018-2020, più 2018 che 2020.

La sala si stupisce. Ulli Klenk continua: “Dobbiamo uscire dal laboratorio ed entrare nella produzione industriale!”

Enrico si entusiasma, il 2018 è dietro l’angolo, ci siamo!

Passano ad un altro argomento: la difficoltà a certificare le polveri di metallo. Ecco uno dei paradossi della manifattura additiva: si possono creare leghe di metallo che non esistono per fusione ma non si riescono a certificare tutte le leghe già usate perché non conviene economicamente sobbarcarsi il costo della certificazione.

Nuova pausa, questa volta per il pranzo. Per il prossimo e ultimo post su Düss ho in serbo il product manager di BMW con i suoi progetti ibridi, il dottor Güngör Kara di Eos con le sue analisi e “Zum Uerige”, il miglior stinco della città. A giovedì prossimo.

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