Quando la stampa 3D entra nei musei. 7 motivi per utilizzarla.


In realtà io vorrei andare al museo delle cere ma alle 15.00 è ancora chiuso e, visto che tutti i musei di cagliari sono all’interno di una cittadella, giriamo a sinistra ed entriamo in quello archeologico.

Appena entrati Michele (9 anni) sgrida Gilda (4 anni): – Non toccarla! Mettila giù!


  1. Guarda Michele che credo che l’abbiano messo a posta per farlo prendere. Lo sai che è fatto in stampa 3D?

  2. Come quella che fa Astrati?

  3. Sì, esattamente. Facciamo una scansione con lo scanner a luce strutturata. Mettiamo “la fotografia in 3D” nel computer e poi la stampiamo in resina così è bella precisa. Vedi come si vede bene la forma del viso e la spada.

  4. Guarda mamma, un piatto!

Gilda, capito il gioco, toglie dal sostegno di plexiglass il piatto decorato e fa finta di mangiare, poi offre il cibo a suo fratello.

  1. Che cosa mangiavano gli uomini che abitavano nei Nuraghi?

  2. Forse c’è scritto lì.

Gli dico indicando un pannello esplicativo e Michele si mette a cercare mentre la sorellina lo segue con il piatto.

  1. Me lo leggi? Me lo leggi?

  2. Gilda, aspetta.


I reperti sono tanti e l’idea di scansionarne alcuni e riprodurli fedelmente permettendo a tutti di toccarli ha molti vantaggi:

7 buoni motivi per utilizzare la stampa 3D nei musei:

1- Attirare l’attenzione dei più piccoli, maggiormente influenzati dal senso del tatto. Il tatto è un veicolo per interessarsi anche agli altri mezzi espositivi come i pannelli scritti.

2- Sostegno agli ipovedenti. Le vetrine erano ben illuminate ma una persona che vede poco o per nulla non ha la possibilità di vedere comunque. Gli ipovedenti vedono attraverso le mani e queste statue o oggetti fedelmente riprodotti danno la possibilità di vedere a chi non può. Sono tra l’altro un compendio importante per i pannelli in braille che altrimenti spiegavano qualcosa di inaccessibile per chi il braille legge.

3-  La possibilità di toccare con mano e quindi avere una percezione maggiore del reperto senza danneggiarlo in alcun modo.

4- il file derivato da una scansione tridimensionale è una copia fedele (che si discosta dall’originale fino a 0,2 mm di precisione. )

5- il file che deriva da una scansione tridimensionale si può archiviare. Un rilievo della geometria e dei colori del reperto.

6- Il file che deriva da scansione può essere utilizzato  a scopo promozionale e didattico come i render (fotografie in 3d) ed essere utilizzato per la realtà aumentata.

7- Si può stampare più volte (se la copia si rompe).

Mi rendo conto mentre scrivo che sto parlando dell’incubo dello storico: un mondo di possibili falsi si apre all’orizzonte. Invece che rifuggire l’inevitabile avanzamento tecnologico bisogna trovare partner fidati e competenti per meglio tutelarsi.

Astrati srl è una società seria e referenziata che garantisce un alto standard di sicurezza  fornendo tutte le tecnologie necessarie per la scansione e la riproduzione certificata di opere storiche e artistiche.

Astrati, servizi per la stampa 3D.

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