Astrati presente al Technology Hub 2017


Davanti al tabellone della metro a Milano mi trovo a segnare con il dito il percorso:

  1. Gialla poi verde poi lilla

    – La verde è interrotta.

Mi dice un signore.

  1. Va anche lei al Technology Hub?

Quest’anno il marketing per il Technology Hub è stato feroce, biglietti gratis fino a 6 giorni prima della fiera, gli inviti mi sono arrivati da tutti i nostri fornitori, contatti e amici.

L’anno scorso la fiera non era stata male, molto interessante era stato il convegno il giorno successivo con personalità internazionali di spicco. Ne parlo qui per chi se lo fosse perduto e qui.

Quest’anno, anche grazie ai super ammortamenti indetti dal governo per la Fabbrica 4.0, penso che ci saranno molte aziende che si muoveranno verso le nuove tecnologie. Infatti mi chiama Ettore, un nostro amico che ha un’azienda di ancore.

  1. La verde è interrotta.

  2. Lo so, ma io sono già arrivata, ti aspetto per un caffè?


Le tecnologie esposte sono poche, troneggia l’fdm a basso costo. Unica eccezione DWS con il suo stand mastodontico che gira da Francoforte a Milano.

Stratasys, 3D System ci sono tramite i loro rivenditori. Anche il progetto portato avanti da Autodesk assieme a Stratasys è presentato senza grande enfasi tanto che credo che la maggior parte dei visitatori non si sia neanche accorto dei Roller stampati in 3D.

Dopo tre quarti d’ora Ettore lascia la fiera, io gironzolo ancora un po’ e ritrovo i ragazzi della Marinella Levi (parlo di lei qua) e il fantastico progetto dell’estrusore CFSM (ne ho parlato qua), i ragazzi sono andati avanti e ora la nuova stampante è composta da un braccio meccanico della KUKA su cui è montato un estrusore a metà tra l’fdm e la sla. Avendo un braccio mobile a più assi supera il concetto della stratificazione del layer a una sola direzione.

Visto che la fiera non è un granché, trovo  rifugio nei mini convegni che sono ospitati in 7 mini piazze o arene che hanno i nomi evocativi di: arena della Cultura delle Tecniche Nuove, piazza Materiali Compositi, piazza Droni, piazza Progettazione per la Stampa 3D o piazza Tecnologie Medicali.

Quest’ultima è interessante perché vi parlano non solo chi lavora nella stampa 3D ma i medici e i certificatori, quelli che controllano che i processi siano fatti correttamente.

Si è parlato anche del grado di pericolosità dei materiali per la stampa:

  1. E se il grado di pericolosità dei fumi di una stampante fdm è pari a quello di una bistecca alla brace,  le resine metacriliche sono più preoccupanti, soprattutto allo stato liquido. Sono stati fatti esperimenti ed è venuto fuori che alterano il sistema riproduttivo di alcuni pesci.

Racconta un ragazzo dell’università di Palermo.


Altro intervento interessante è quello del professor Ratti del politecnico di Milano, come l’anno scorso uno degli argomenti più interessanti è quello sui nuovi materiali compositi.

A detta del professor Ratto smaltire una barca in vetroresina di 15 metri costa 16000 euro. Questo porterà a cercare di ammortizzare il costo dello smaltimento, ma in che modo?

1- Allungare la vita del prodotto (cosa che già si fa con la manutenzione)

2- Riciclare il materiale.

3- Produrre fibre sostenibili.

E su questo ultimo punto che si sta concentrando la ricerca con la fibra di lino, di basalto, di ananas … o con le nuove resine termoformanti.

Alla fine mi sembra che, escluse alcune università, il Technology Hub non ci ha regalato grande conoscenza, anche le aziende che sono venute a cercare di comprare qualche macchinario sfruttando i super ammortamenti, al massimo hanno guadagnato un fdm che rimarrà a prendere polvere su qualche scrivania e poi armadio aziendale.

Interessanti invece i convegni anche se siamo in un momento di confusione per cui partire dallo spiegare il concetto di stampa 3D  è superato ma forse ancora non per tutti.

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